Posted on 25 Gen, 2015 by Aeris --- 5 commenti

Di questo film ormai si parla da cinque anni e si è detto tutto il possibile ancor prima dell’uscita Giapponese. Pochi sono quelli che hanno cambiato idea ed ancor meno sono quelli che hanno avuto il coraggio di ammetterlo. Ricordate sempre: le basse aspettative fanno miracoli, e con Legend of Sanctuary aiutano parecchio. Un saggio una volta disse: “Chiudi gli occhi e fai finta che sia un brutto sogno. E’ così che vado avanti”. Riassunto perfetto.

|| Titolo originale: Saint Seiya – Legend of Sanctuary
|| Formato: CGI
|| Genere: Animazione
|| Uscita Giapponese: 21 Giugno 2014
|| Uscita Italiana: 8 Gennaio 2015
|| Diretto da: Kei’ichi Sato
|| Scritto da: Tomohiro Suzuki
|| Musiche di: Yoshihiro Ike
|| Cast e altro: Anime News Network

Chi mi conosce sa molto bene che sono solita dividere i concetti di film e – quando c’è – di trasposizione. Non lo faccio per erigermi a grande critica cinematografica, la mia è più che altro una questione di coerenza interna dato che mi sarebbe impossibile leggere tutte le opere originali (siano esse libri, racconti, comics o manga) da cui sono tratti film, serial o anime. Mi sentirei in qualche modo scorretta nel fare le pulci a Harry Potter e non a Hunger Games solo perché del primo ho letto i libri e del secondo no; quindi cerco di tagliare il problema alla radice e Legend of Sanctuary non fa eccezione. E poi, dai, non è che possiamo parlare di fedeltà solo quando ne abbiamo voglia; altrimenti dovremmo stare qua a pontificare sull’anime storico che prendeva il manga e lo buttava – spesso – nel cesso. Lo so che a molti fan piace scordare o ignorare questo piccolo dettaglio ma, ehi, esiste, a cominciare dal design, proseguendo per i filler, fino a questioni più intime come la caratterizzazione di alcuni personaggi. Che poi molti cambiamenti possano migliorare o peggiorare l’opera originale è un discorso a parte, delicato e molto soggettivo (sì, l’anime è migliore, ma che ve lo dico a fare?). Quindi posate le armi, e non tiratemi fuori bazzecole come Milo donna che tanto – nella visione generale del film – non contano nulla (e se c’è qualcuno che deve rammaricarsi per il sesso di Milo, quel qualcuno sono io). Media diversi, prodotti diversi, esigenze diverse. E ricordate: diverso e brutto non sono la stessa fottuta cosa.

Facciamoci le domande giuste, tipo: cosa voleva fare la Toei con questo film? La risposta è semplice: rilanciare Saint Seiya nel mondo per accalappiare nuove generazioni e vendere Myth. Le intenzioni sono sempre state abbastanza chiare, d’altronde – se avessero voluto mirare al mercato interno come di solito fanno – avrebbero fatto un normalissimo film in animazione tradizionale. E’ dai tempi di Final Fantasy: the Spirits Within che ci provano, ed è sempre dal 2001 che le Case di Produzione finiscono regolarmente sull’orlo della bancarotta. Non so, qualcuno può fargli presente questa cosa? Se voglio guardare degli FMV, vado su Youtube e mi sparo quelli di Final Fantasy, per dire. Ci sarebbe poi da fare un discorso ancora più complesso su Saint Seiya e le nuove generazioni, ma ve lo risparmio. Vi basti sapere che Legend of Sanctuary fallisce miseramente davanti a quegli stessi obiettivi che si era imposto di raggiungere. Questo reboot, paradossalmente, ha infatti molte più possibilità di piacere a coloro che conoscono Saint Seiya a dispetto di tutti i neofiti che i Cavalieri non sanno manco cosa siano. Di conseguenza il bambino cresciuto a pane e One Piece si ritroverà davanti a 90 minuti di personaggi stereotipati che affrontano avversari altrettanto convenzionali. Difficilmente questo film farà provare il desiderio di recuperare la serie o il manga originale come invece riuscivano a fare i 4 film storici; anzi, è probabile che Legend of Sanctuary riesca a far liquidare l’intero franchise come boiata pazzesca. Il fan, invece, avrà il privilegio di poter integrare (in)consciamente i dettagli originali dell’opera e dare all’intero film un senso di completezza. Poi magari lo odierà comunque perché “Oh mio Dio, Death Mask canta!”, ma allo stesso tempo vedrà lo scontro tra Hyoga e Camus sotto una luce diversa, più profonda e, con un po’ di fortuna, potrebbe anche commuoversi (no, non è il mio caso, io stavo ridendo).

Le regole della serialità sono molto diverse da quelle di un film fatto e finito. In televisione puoi prenderti il lusso di scoprire i personaggi poco alla volta e, passo dopo passo, riescono a sorprenderti o a deluderti; puoi quindi arrivare alla fine della storia, voltarti indietro e vedere tutta la strada che i protagonisti hanno percorso rispetto al primo episodio. Mi verrebbe quasi da dire che è inutile – per la pellicola fine a se stessa – mettere uno scontro come quello tra Camus e Hyoga se non è sostenuto da niente che racconti del loro rapporto (flash news: in questo sbaglia anche l’anime storico). Come detto, per il fan non è un problema, ma lo diventa per lo spettatore occasionale che non vedrà niente di bello e/o epico in quello che dovrebbe essere uno degli scontri più sentiti della Scalata. Grosso punto a sfavore, questo, per un film che mirava a conquistare un nuovo pubblico. Ad un certo punto diventa controproducente mettere l’intero pantheon dei Cavalieri d’Oro se non si è in grado di dare il giusto spazio ad ognuno di loro. Era prevedibile, chi ha seguito la produzione lo sapeva bene, ma dispiace lo stesso. Strano a dirsi, ma forse si sarebbe rivelata una scelta più azzeccata limitarsi a narrare la sola Galaxian Wars. Pensateci, ci sarebbe stato tutto il tempo per dipingere e presentare questo mondo, dando il giusto spazio a gente come Shun e Ikki che definire sacrificati sarebbe riduttivo. Ma si sa, i Gold Saint sono il motore che muove l’universo, e 11 Myth Cloth sono meglio di 5.

Le brutte notizie terminano qui perché a me Legend of Sanctuary – in fondo – è piaciuto. Mi è piaciuto perché riesce là dove il film di Capitan Harlock aveva fallito: nell’avere un’identità. La Leggenda del Grande Tempio è un film onesto, limpido e brutalmente sincero. Non si prende mai sul serio e punta tutti i suoi 90 minuti su umorismo, azione ed intrattenimento; al contrario del Capitano che si riduce ad una colossale occasione sprecata. Per essere chiari: in Saint Seiya nemmeno ci sta, l’occasione. Io sono di bocca abbastanza buona quando si tratta di film, non sono una bacchettona che vuole il capolavoro a tutti i costi, e tra una pellicola che mi fa uscire dalla sala con quella sensazione di “voglio ma non posso” ed una che al massimo mi fa ridere e gridare alla cazzata, scelgo la seconda. Che poi è un po’ lo stesso motivo per cui rimango delusa più spesso dai film di Christopher Nolan che di Michael Bay. Legend of Sanctuary non sarà sicuramente un bel film nel senso stretto del termine e probabilmente non stuzzicherà la curiosità di coloro che non conoscono le gesta dei Cavalieri, ma al fandom voglio dire questo: sono ormai 15 anni che sopportiamo una vagonata di opere che di Saint Seiya portano solo il nome, e questo film non ha niente di diverso rispetto alla moltitudine di roba che abbiamo letto e/o visto negli ultimi anni. Alla fine dura solamente 90 minuti, e sarà questo il tempo della vostra vita che vi avrà rubato. Insomma, mi sembra sciocco prendersela così tanto con Legend of Sanctuary quando abbiamo avuto – e abbiamo – altre opere che di tempo ce ne stanno facendo perdere davvero molto di più.

Spoilers! Notes! What the fuck! Oh my God!

– In tantissimi mi avete chiesto opinioni sul doppiaggio. La farò breve: è l’ultimo problema di questo film. In generale ho trovato l’intero lavoro un po’ discontinuo, ma siamo anni luce avanti rispetto all’Elysion che sembra una parodia del Doppiaggio Storico stesso. Legend of Sanctuary prende, ove possibile, il vecchio staff ed il medesimo adattamento, quindi le cose da dire – dopo più di 15 anni – sono relativamente poche. Posso solamente aggiungere che certe voci proprio non si fondono con il nuovo design dei personaggi; così come alcune interpretazioni che ho trovato largamente sotto-tono. Sull’adattamento la situazione è sempre la stessa, e se dopo più di 15 anni state ancora a rimuginare sulla differenza tra Fulmine di Pegasus e Pugno delle Meteore di Pegasus… beh, mi spiace per voi. No, ragazzi, non dirò altro. L’ultima volta che (non) l’ho fatto mi sono beccata la scomunica papale.

– Nonostante ci sia la convinzione generale che questo film sia il risultato dell’effetto domino prodotto da Omega, è bene sottolineare la grossa probabilità che sia vero contrario. La produzione di Legend of Sanctuary risale tra i 6 ed i 7 anni fa circa, mentre Omega ha iniziato la sua programmazione solamente ad Aprile 2012. E’ quindi possibile che le due opere si siano influenzate a vicenda in fase di produzione; ecco il motivo delle tante somiglianze.

– Lo spirito del film ricorda abbastanza quello iniziale del manga (sì, dai, prima che Kurumada subisse l’influsso più elegante ed intenso dell’anime). I Bronze, in particolare, assomigliano molto a quelli che conosciamo durante la Galaxian Wars; quelli a cui tutti spaccheremmo volentieri la faccia, per intenderci. Fanno chiaramente eccezione Saori e Seiya che sembrano le copie di Sasha e Tenma del Lost Canvas (e shakerati con Sora e Kairi di Kingdom Hearts).

– Hyoga in moto è stata una delle cose più belle del 2014; Death Mask in mutande una delle più brutte. A proposito di Desu… Il suo momento Disney sembra uscito dagli Amici dell’Aldilà de La Principessa e il Ranocchio; mancava solamente Luca Ward (<3 <3 <3).

– Fonti attendibili sostengono che Sagazord possa essere la Leggendaria Sesta Weapon di Final Fantasy VII, quella che tutti giuravano di aver sbloccato nell’era Giurassica dell’Internet.

– Ragazzi, Aphrodite non muore perché viene defenestrato; è già morto quando si schianta al suolo, e non penso sia necessario pontificare sugli effetti dell’Another Dimension in questo film. Rallegriamoci piuttosto del fatto che per una volta questa tecnica funziona e che a farne le spese non è il Cavaliere del Toro.

– Shaka ha un ruolo incredibilmente marginale, ma io l’ho trovato ugualmente abbastanza funzionale per due ragioni: primo, con quello scafandro addosso non si sarebbe potuto muovere, quindi meglio non provarci nemmeno; secondo, emana la giusta potenza e superiorità. By the way… il concept della sua Cloth rimane la cosa più anti-estetica di questo film insieme all’anfora di Camus.

– Se nascono le Shipper Shura/Milo, avvertitemi. No, sul serio, così almeno posso aggiungere una stanghetta al non-sense di questo mondo orrendo.

– La verità è che io la recensione di Legend of Sanctuary non la volevo fare. Il 2014 è stato un anno triste; un anno dove io e Saint Seiya quasi non ci siamo toccati. Della serie: “Ciao, com’è andata la giornata? Bene, vado a letto. La cena è in cucina, ci vediamo domani. Lava i piatti. Ti amo”. Ecco, il nostro 2014 è stato così. Sempre accanto, sempre uniti, ma nessuno chiedeva all’altro come stesse o cosa avesse voglia di fare. Si stava insieme perché sì, insomma. Sia chiaro, non che la colpa fosse riconducibile a Legend of Sanctuary in particolare, ma piuttosto all’atmosfera che si era – ed è – venuta a creare attorno al franchise Italiano per via di un fandom totalmente estraneo al senso dell’umorismo. Ma poi finisce che il film esce nelle sale e tutti ti vengono a chiedere un parere. E quindi.

– Lascio i commenti aperti con la speranza che non si scateni una nuova Guerra Sacra. Non costringetemi a chiuderli, censurarli o a mettere la password all’intero articolo, da bravi.

Aeris (40 Post) Gira sul Web dall'inizio del nuovo millennio e da allora ha fatto un sacco di cose inutili. Legge tanto, tiene a mente tutto ma posta pochissimo, ecco perché non avete mai sentito parlare di lei. Dal 1990 continuano a chiederle quale sia il suo Cavaliere d'Oro preferito; quelle persone stanno ancora aspettando una risposta.

 

5 Responses so far.

  1. DarkAryn ha detto:

    Non mi è piaciuto per nulla, ho apprezzato molto di più il film del Capitano, che almeno mi ha lasciato qualcosa dopo la sua visione, e presenta un gran design, questo è veramente imbarazzante sotto tutti i punti di vista; anche tecnicamente proprio non ci siamo, ci sono cose da PS2 come minimo. Ne ho scritto già varie volte e non mi dilungherò ulteriormente. Buona giornata!^^

  2. Sirio89 ha detto:

    Film visto con occhi disillusi, ma non c’è stato comunque modo di risollevarne le sorti. Pur tentando in ogni modo di estraniarlo dal suo ambiente e dal background a cui fa riferimento, il film di suo è insulso, senza personaggi o momenti degni di nota. È lento, nonostante il ritmo serrato della seconda parte che costringe a tagliare tutto il tagliabile (inclusi praticamente tutti i protagonisti). Noioso come pochi, senza il minimo pathos per cui è impossibile immedesimarsi in nessuno dei personaggi del film. Non è riuscito neanche a farmi ridere nei momenti in cui avrei dovuto ridere.
    Io non l’ho visto in italiano (al cinema non ce l’ho fatta ad andare, avevo paura di addormentarmi sulla poltrona, visto che ho sbadigliato per tutti i 90 minuti della prima visione), però la cosa peggiore che ricoderò del film (e qui il film per una volta non centra) è proprio la questione del doppiaggio. Non per il doppiaggio in sè, ma per tutta la vicenda che si è creata intorno, con persone che si fanno la guerra e si insultano pubblicamente o che creano vignette che dovrebbero far ridere, ma che fanno solo piangere, che attaccano in massa la pagina del distributore minacciando boicottaggi e ritorsioni, miti che credevi super-partes che ti cadono inesorabilmente dal piedistallo perché deridono pubblicamente chi esprime un pensiero diverso. Questo mi ricorderà Legend of Sanctuary ogni volta che ci penserò. Anche perché il film come ho già detto è completamente dimenticabile.

    Passando all’articolo, sono praticamente morto all’ultimo paragrafo! Una relazione da separati in casa XD
    Concordo poi con quanto detto “Alla fine dura solamente 90 minuti, e sarà questo il tempo della vostra vita che vi avrà rubato”, soprattutto se facciamo riferimento ai N O V A N T A S E T T E episodi di Omega, tempo veramente buttato che poteva essere impiegato per perseguire la realizzazione della pace nel mondo.

    Uno sguardo al futuro e una domanda che mi rimbomba nella testa: Soul of Gold sarà mica tipo cugino di secondo grado di Sailor Moon Crystal? No perché in quel caso meglio che stacco la connessione e tutti i contatti col resto del mondo e mi ritiro in un eremo remoto a meditare su quello che ho fatto di male nella mia esistenza.

    • Aeris ha detto:

      Non vedo l’ora di farla tra l’altro, la recensione di Sailor Moon Crystal. X’D

      Cmq sì, LOS non è sicuramente un bel film nel senso stretto del termine. E’frettoloso, a tratti sconclusionato, però mi ha divertita. Ma è quel divertimento da completo non-sense che mi fa apprezzare i film trash, per dire. Chiaro che mi dispiace, ma preferisco una cosa così che la butta sull’ignoranza, piuttosto che qualcosa come Harlock che mi fa uscire dalla sala con quel senso di “Sì, però, bah, forse… MEH”. Ecco. X’D

      Sì, sul doppiaggio abbiamo raggiunto di nuovo vette di straordinaria noia, imbarazzo e MADONNACHEPALLEPIANTATELA! E tra poco ricomincerà la stessa solfa per Star Wars, HELP!

      Su Soul of Gold aspetto. Lo guarderò completamente disillusa, ma sicuramente la marcia per piacermi la ha. Poi, amen, tanto ormai sono arrivata ad un patto con me stessa: esistono solo i 114 + Sancyuary + il manga. Il resto è un più. X’D

  3. Aldebaran ha detto:

    Non ho visto il film e, onestamente, più ne leggo,o sento e più ho paura di farlo. Ho capito cosa intendi per Harlock che invece ho visto (addormentandomi) e che a parte le musiche splendide mi ha lasciato con quella strana sensazione di possibile capovaloro ma non so che.. e agghiaccio su protagonisti tutti antieroi. Tornando a SS.. Boh. Già,sta grafica da videogioco non mi piace, poi spero sempre in un remake, magari ai tempi del Mito, girato da Snyder a mo di 300 con battaglie tipo Sucker Punck. Mi hanno un po rotto le minestre riscaldate fatte male. Voglio una sublimazioneeee

    • Aeris ha detto:

      Aldy, per me puoi anche saltarlo a piedi pari questo film. A me ha divertito, ma perché sapevo benissimo cosa aspettarmi: del trash. Ho riso tantissimo XD… Io invece vorrei solo leggere la parola FINE. Basta, non se ne può più. Eutanasiate Saint Seiya.

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