Sappiamo tutti come funzionano i fandom, soprattutto quelli degli shonen basati sulle mazzate. Siamo sostanzialmente come tifosi, politici e religiosi. E’ il genere manga/anime che, più di ogni altro, contribuisce alla rottura delle amicizie, tanto da rendere Risiko un dilettante. Ognuno ha la propria squadra, il proprio partito e la propria incrollabile fede. Lo scopo della vita: combattere, difenderla e morire per essa. Io non sono diversa, mi sono aperta un blog per farlo. E quindi ci sono quelli per cui Raoh è più forte di Kaio, quelli per cui la Sacra Scuola di Nanto è più figa della Divina Scuola di Hokuto, quelli per cui Goku è più forte di Gohan e quelli che no, è il contrario. I fan di Saint Seiya non sono diversi, anzi… Sono probabilmente i peggiori. Il perché è insito nella vastità dell’opera, nell’elevato numero di personaggi, nell’immensa dose di prodotti usciti e nell’incredibile capacità dei suoi autori di dire tutto ed il contrario di tutto allo stesso tempo.

I fan di Saint Seiya sono tutti divisi in fazioni che, a loro volta, vengono suddivise in altrettante spirali autodistruttive a seconda dell’argomento trattato. Se fossimo a Hogwarts avremmo lo smistamento dentro lo smistamento.

Uno, due, tre… Parola chiave: ironia.

Non ci sono solo i Gold (i poveri sfigati)

E’ un torneo micidiale, è uno scontro fratricida.

Ebbene sì, ragazzi, adesso vi stupirò: al Mondo esistono delle persone che non hanno i Gold Saint in cima alla lista delle cose più belle del Pianeta. Ma andiamo per gradi: in realtà non è che questi individui abbiano in antipatia i Cavalieri d’Oro in generale o non ne subiscano il fascino, anzi, il vero problema è da ricercasi nei Goldisti stessi, che sono forse la cosa peggiore che poteva capitare a questo fandom dopo il menefreghismo di Kurumada e la Toei degli ultimi 10 anni. Mettiamola così: è come tifare Juventus, ma odiare gli Juventini.

Come capita nella maggior parte degli shonen di mazzate, tutto viene filtrato attraverso i rapporti di forza, di conseguenza più sei forte, più sarai amato. E questo basta a spiegare l’assenza di Aiolos da qualsiasi Hit Parade. Le discussioni sui pestaggi (d’altronde I Cavalieri parlano anche di questo, eh) sono infatti il soggetto principale di qualsiasi forum relativo a Saint Seiya, luoghi mistici nei quali sarebbe preferibile non iscriversi mai. Parlo per esperienza personale: ho discusso per quasi 15 anni dei rapporti di forza, e la prima cosa che ho imparato è che puoi sostenere con caparbietà qualsiasi tesi, anche la più cretina. Il mio stomaco un giorno collasserà, ma avrò ottenuto un’importante vittoria: quando sai discutere delle mazzate di Saint Seiya, puoi sostenere qualsiasi tipo di conversazione per tutta la vita.

Ad essere messi sotto processo non sono i gusti personali, capiamoci, è piuttosto l’ardire di pensare dichiarare qualcosa che non contempli la vittoria di un qualsiasi Cavaliere d’Oro in uno scontro, tipo: beh, però, dai… Rhadamantis mi pare notevole, no? Voglio dire, se la batterebbe ad armi pari con qualche Gold, non credi? Cioè, è un Kyoto! Mi pare il minimo! A questo punto il cervello del Goldista Fondamentalista entra in modalità Alert.

Stato di allerta a DEFCON 2! Spectrista in avvicinamento! Saghisti in avanscoperta, è tutto vostro!

Questo clima di terrore, credetemi, alla lunga diventa stancante, così capita che si cominci a fare uno stupido cameratismo anti-Goldisti, che finisce inevitabilmente in una dichiarazione di Guerra verso i Cavalieri d’Oro stessi, e viceversa. Riconoscere questi poveri sfigati, rei di amare e tifare per altri personaggi, è abbastanza facile: abbiamo tutti l’ulcera perforante a stadio avanzato.

Ebbene sì, ho usato il plurale perché in mezzo ci sono anch’io. So che può sembrare curioso dato che parlo dei Cavalieri d’Oro 24 ore su 24, tuttavia mi considero essenzialmente una Goldista Spirituale, abbastanza moderata quando si entra nel giro-tondo dei rapporti di forza; nel senso che sì, sono i migliori in generale, ma non nego che tra gli altri schieramenti possa esistere ogni tanto qualcuno di altrettanto notevole. Questo pensiero abbastanza innocente, nei forum, è visto come alto tradimento, ed è uno degli 88 motivi che mi hanno spinta a ritardare questo articolo; perché so già che mi causerà un sacco di problemi: verrò marchiata ad eretica, perderò di credibilità e riceverò email minatorie che vorranno dimostrarmi di come Siegfried non raggiunga nemmeno la velocità luce.

La speranza è che i miei lettori siano in grado di afferrare l’ironia di questo articolo e riescano a farci due risate sopra; in cambio vi prometto che un giorno (lontano) condividerò con voi la mia personalissima (e quindi giusta) classifica di forza dei Cavalieri d’Oro.

Bronzisti (i raccomandati)

Ogni tanto facciamo qualcosa anche noi, eh.

Sono quelli che ogni tanto si ricordano che i Bronze sono i protagonisti dell’opera e che se Saint Seiya è così bello magari è anche grazie a loro. Sì, lo so che sembra assurdo, ma con la piega che ha preso il brand negli ultimi anni non è poi così scontato. La loro vita è sostanzialmente facile e tranquilla; consapevoli di essere i supporter dei protagonisti, hanno dalla loro parte Nike (!!!), la storia stessa e quindi alla fine sono i più forti di tutti perché, SPOILER, Saint Seiya dovrebbe insegnare che chiunque è battibile; nel senso che un giorno Ichi Aspides forse sarà promosso a Saint di Aquarius ed otterrà all’improvviso un sacco di fan. La loro vita è stata rovinata ultimamente da Soul of Gold, e non penso che sia il caso di sottolinearne le ragioni. I Bronzisti non vanno d’accordo nemmeno tra loro e – come i Goldisti – sono suddivisi a loro volta in altre piccole fazioni, ognuna votata all’adorazione del loro beniamino. Ikkisti e Shunisti si ammazzerebbero a vicenda e tendono a rinfacciarsi tra di loro lo status di più forte. Per gli Ikkisti la forza è una questione di concretezza, per i Shunisti ovviamente è tutta una faccenda di potenzialità e spiritualità. Che è un po’ la differenza che c’è tra Mark Lenders e Julian Ross, in fondo. Ma tra i due litiganti, lo sappiamo, il terzo gode; e quindi quelli che se la passano meglio alla fine sono i portabandiera di Seiya. Consapevoli di essere dalla parte dell’indiscusso protagonista, hanno la certezza matematica che nessuno potrà dirgli nulla, tanto alla fine il miracolo lo farà sempre lui. Chiudono il cerchio Shiryuisti e Hyoghisti, alla lunga abbastanza sfigati ed esclusi, va detto, nonostante siano i fan degli unici due personaggi che – già dal Chapter Poseidon – se ne andranno in giro con le Armature dei loro Maestri, nonché con Excalibur ed Aurora Execution alla mano.
COME FARE SCACCO MATTO AL GOLDISTA: la storia e la filosofia dell’opera è dalla vostra parte, quindi è una battaglia che potete portare avanti con relativa facilità. Evitate di farvi autogol citando Soul of Gold, e portate la discussione sull’intimità dell’opera: Saint Seiya insegna che anche il più sfigato del Pianeta, se mosso dalle giuste motivazioni, può asfaltare gli Dei ed ottenere un miracolo. Negare questo, è negare Saint Seiya. A questo punto i Goldisti inizieranno a parlare di Soul of Gold ed Episode G, e quindi dovrete incominciare ad arrampicarvi sugli specchi perché se possono migliorarsi i Bronze, possono farlo anche i Gold. Perciò imparate alla svelta la prima legge fondamentale per discutere sulle mazzate: limitate le argomentazioni ad un solo universo di riferimento, e quindi niente minestroni tra uno spin-off e l’altro. Dite loro che discutere su opere scritte e realizzate da persone diverse a distanza di 30 anni è stupido. Contestualizzate sempre, alla lunga dà i suoi vantaggi su qualsiasi cosa.
OCCHIO ALL’AUTOGOL: per carità del Signore non citate mai, MAI, la battaglia alle Dodici Case per portare acqua al vostro mulino. I Golidsti vi rifileranno la storia di Nike e che in realtà nessun Gold Saint è stato davvero sconfitto. Puntate tutte le vostre argomentazioni sulla lunga distanza, le Dodici Case non contano niente e vi si ritorceranno contro.

Silveristi (gli estinti)

Perché tanto alla fine conta solo lui.

I Silveristi sono come dei fantasmi, sono esseri stravaganti che subiscono il fascino del masochismo e rimpiangono il fatto che Kurumada li abbia fatti crepare tutti (e male) nel giro di un tankobon e mezzo circa. Nonostante dispongano di un intero arco narrativo, i Silver vengono più o meno dimenticati sino al Chapter Meikai, dove finalmente comparirà Orfeo che verrà definito superiore ai Cavalieri d’Oro; e a questo punto l’allarme Goldista sale a DEFCON 3. Un tempo i Silveristi erano più numerosi ed il loro impero ha raggiunto il massimo dell’espansione ai tempi della pubblicazione del manga, con la scoperta – appunto – di Orfeo, loro indiscusso Leader. Il problema è che all’epoca Internet non esisteva nemmeno, e quindi queste persone non hanno potuto bearsi di praticamente un cazzo con nessuno. Mi verrebbe quasi da dire che i Silveristi, in realtà, siano essenzialmente dei fan di Orfeo e basta, piuttosto che della casta in generale, ma ogni tanto fanno il loro ingresso in scena dei coraggiosi individui che riescono a ricordarsi che pure Marin e Shaina sono della stessa classe. E questo è un loro grosso punto a favore, non per altro: Shaina è il Saint più veloce dell’intera opera. Lei, la velocità della luce, la sfonda sempre.
COME FARE SCACCO MATTO AL GOLDISTA: è una battaglia che non potrete mai vincere sul lato pratico, ma potete ottenere qualche vittoria sul piano teorico continuando a sottolineare che se i Silver non hanno avuto poi tanto spazio nella storia, è solo per una questione di trama. Fate presente che nascondono un sacco di potenzialità mal sfruttate e che in realtà sono degli ottimi incassatori. Dite loro che, messi sotto pressione ed esattamente come i Bronze, sono in grado di fare dei miracoli. Shaina, in questo, sarà un ottimo esempio: intercetta Aiolia, Siegfried, Bud, Poseidon e pure Thanatos, dimostrando di andare oltre la velocità luce di base. I Goldisti ribatteranno che sono tutte delle minchiate di Kurumada e della Toei, atte a stupire e basta, ma a questo punto avrete la vittoria in tasca: hanno fatto un passo indietro, e quindi potete cominciare a dimostrare l’inattendibilità dei rapporti di forza stessi, dichiarando che in Saint Seiya tutto si riduce a questioni di trama.
OCCHIO ALL’AUTOGOL: cercate di rimanere nel contesto manga e, per l’amor diddddio, non spostatevi su quello dell’anime. So che potrebbe sembrare allettante per via dello scontro tra Albior e Milo, ma la verità è che nei 114 i Silver riescono ad essere messi in difficoltà anche dagli Steel. Quindi occhio all’effetto boomerang.

Asgardiani (i protetti dalle fonti)

Perché è vero che parlano un sacco, ma picchiano (e incassano) pure tantissimo.

Sono i primi grandi nemici dei Goldisti, anche se sarebbe più corretto affermare che sono quelli che li fanno più incazzare, riuscendo ad elevare lo stato di allarme a DEFCON 1. Dalla loro parte hanno un’intera serie animata che non fa altro che dichiarare la parità dei God Warrior con l’elite di Athena, se non – a tratti – addirittura la loro superiorità. Di contro hanno la sfiga di essere un filler, e di conseguenza non vengono mai presi sul serio perché si sa, la Toei è inaffidabile se fa crepare Fenrir sotto ad una valanga. In Giappone gli Asgardiani sono una razza prossima all’estinzione, ma in Francia ed in Sud America sono tantissimi e rappresentano una discreta minoranza; in generale molto amata. Tra di loro vanno d’amore e d’accordo, si fanno le fusa a vicenda e non hanno neppure bisogno di ammazzarsi per decretare la superiorità di Siegfried rispetto agli altri sei sette. Al massimo se la menano sul secondo posto, ma quasi sempre trionfa Mime, quindi va bene lo stesso perché lui è amato universalmente da tutti quanti. Ad eccezione di rari individui di cui non farò nickname per educazione, gli Asgardiani sono quasi tutti concordi nell’affermare che i God Warrior siano una casta sostanzialmente molto equilibrata, che va dalle mezze seghe a combattenti di indubbia potenza. Con mezze seghe si intende chiaramente Alberich, universalmente riconosciuto come il più simpatico e scarso; tanto che stiamo ancora qui a domandarci quale astutissimo piano avesse in mente per fare fuori Siegfried.
COME FARE SCACCO MATTO AL GOLDISTA: ragazzi, i dialoghi originali sono dalla vostra parte, è una battaglia che può darvi una manciata di vittorie (e soddisfazioni) a patto che la affrontiate con la dovutà umiltà; e quindi non provateci nemmeno, a paragonare Mime con Saga, solo perché Ikki ha avuto la malsana idea di farlo. Tentare di affrontare i Goldisti prendendo a riferimento i Top-Class dei Cavalieri d’Oro non vi porterà a nulla, quindi scendete di un paio di gradini e buttatela tutta sul modus operandi Toei che – nei 114 – ha tutto sommato una sua (vaga) coerenza interna. Avete tantissime frecce al vostro arco: i Bronze sono leggermente più forti, le God Robe sono delle Armature resistentissime e metà dei GW praticamente si fa harakiri o molla la battaglia per poi morire di freddo. I Goldisti vi diranno che i God Warrior non dimostrano mai di andare realmente a velocità luce perché Shaina intercetta i loro colpi per ben due volte. A questo punto avrete la strada sterrata e potrete ribattere che il Saint di Ofiuco riesce sempre a parare qualsiasi cosa che contempli la presenza di Seiya nel mirino. In alternativa potete giocarvi la carta Saga(zzo): pur correndo per tipo 10 secondi come un disperato, non riesce a raggiungere un Seiya mezzo morto per impedirgli di sollevare lo scudo e di indirizzarlo verso Athena. Complimenti, avete appena dimostrato che la luminalità non può essere verificata.
OCCHIO ALL’AUTOGOL: restate sempre nel contesto dei 114 e non azzardatevi a mischiare il manga con l’anime. E quindi niente equazione: Cosmo di Sorrento < Aldebaran = Mizar. So che sembra allettante perché avrete dimostrato la parità di Syd con Aldy, ma in questo modo avrete portato la discussione fuori dall’universo della Serie Classica, ed i Goldisti non ci metteranno più di un secondo nel rinfacciarvi Soul of Gold e la superiorità di Sigmund su Siegfried. A quel punto nemmeno io potrò aiutarvi (anche se c’è da dire che Soul of Gold è bravissimo a smentirsi da solo in tal senso).

Marinisti (i dimenticati)

Il mantello è sempre indice di qualcosa, è risaputo.

E’ la razza più rara da trovare dopo i Silveristi, ma dato che – di fatto – i fan dei Cavalieri d’Argento sono stati ingoiati dall’Another Dimension, i Marinisti si guadagnano la prima posizione sul podio dei dimenticati. Subiscono il fascino del Chapter Poseidon e restano i più sfigati di tutti perché ormai non vengono più processati dall’allarme Goldista che con loro non raggiunge nemmeno il DEFCON 3. Sono comunque molto tenaci, anche educati, ma purtroppo la sceneggiatura, Kurumada e la Toei gli remano contro.  Tra di loro vanno parecchio d’accordo, anche perché sono talmente pochi che capiscono benissimo la necessità di fare gioco di squadra. Ecco, in questo non hanno davvero rivali. Tra le fila dei Generali degli Abissi esistono personaggi anche interessanti, ma è risaputo che nessuno si caga la psicologia nei forum a maggioranza testosteronica, di conseguenza molti validi elementi non vengono nemmeno processati, ed il tutto si riduce a chi è più forte di chi. E’ noto che gli unici elementi che riescono a smuovere lo status di allarme Goldista sono i due mantellati: Kanon e Sorrento. Il problema nasce quando si sottolinea che uno dei due tecnicamente sarebbe un Gold Saint, e quindi addio anche a quell’unica speranza.
COME FARE SCACCO MATTO AL GOLDISTA: non potete, sul serio, non provateci nemmeno perché la doratura vi rema contro. Quello che potete fare è cercare di dimostrare come i Generali possiedano delle tecniche insidiose, capaci di intimorire i Gold Saint se presi alla sprovvista. Evitate di farvi autogol usando Kanon per sostenere le vostre argomentazioni, sarebbe inutile. Spostatevi piuttosto su Sorrento e Krishna, abbastanza tenaci, essendo gli unici due personaggi che dimostrano una qualche resistenza alla doratura dei Bronze. I Goldisti quasi sicuramente ribatteranno che Sorrento inizia sempre il concerto con mezzora di anticipo per abbassare il cosmo del nemico, dimostrandosi quindi sleale; ma a questo punto potete affondare il colpo: pure Niobe l’ha fatto con Aldy nel Chapter Hades e gli è andata bene (almeno in un primo momento). Congratulazioni, avete appena dimostrato che in Saint Seiya il cosmo – a volte – non è tutto, tant’è che Sorrento riuscirà a far vedere i sorci verdi anche a Kanon!Sea Dragon.
OCCHIO ALL’AUTOGOL: non usate mai la doratura per argomentare le vostre tesi, i Goldisti ve la rivolterebbero addosso a mo’ di Crystall Wall con una semplice e spiazzante equazione: Doratura =  Settimo Senso = Sconfitta. E… notiziona: i Cavalieri d’Oro lo hanno di base, il Settimo Senso, non devono raggiungerlo.

Spectristi (i nostalgici della sconfitta)

Sono 108 e non si arrendono mai. Forza, Specter!

Gli Spectristi sono una causa persa. Subiscono il fascino della sconfitta a cadenza regolare e non riescono a darsi pace del fatto che Kurumada abbia velocizzato a dismisura l’arco infernale, dimenticandosi per strada oltre una cinquantina di nemici. Sono terribilmente agguerriti, nel senso che ci credono un sacco, e dalla loro parte hanno tre personaggi di tutto rispetto su cui puntano tutte le loro argomentazioni, ma non riescono a capire che quello che li frega è la matematica: 3 su 108 è una battaglia persa in partenza, specialmente se tra le fila dei Dodici, a rimetterci la pelle per mano dei 108, sono solamente in due: Kanon e Aldy. Capiamoci, ad essere messi sotto processo non sono i Tre Kyoto, bensì i restanti 105; tipo che di oltre 50 di questi si sono misteriosamente perse le tracce, e l’unica notizia confermata è che in qualche modo sono crepati tutti quanti. Come? Non si sa, ma suppongo che li abbia fatti fuori l’unico personaggio che nel Meikai è off-screen: Dohko. Con queste premesse, essere Spectristi non è affatto facile, eppure la logica che c’è alla base del loro pensiero è semplice ed anche comprensibile: Hades deve pur averlo un esercito in grado di impensierire Athena, no? Kurumada pensa di sì, ma purtroppo bisogna ammettere che non se l’è giocata benissimo, e di conseguenza gli Spectristi non riescono ad andare d’accordo nemmeno tra loro. Invece che fare gioco di squadra, preferiscono menarsela per decretare chi sia il più forte tra Rhadamantis e Minos, mentre è abbastanza risaputo che Aiakos sia quello che nessuno prende in considerazione, ed il fatto che venga fatto fuori da Ikki non ha mai giocato a suo vantaggio, va ammesso.
COME FARE SCACCO MATTO AL GOLDISTA: è una partita che non potete vincere, d’altronde è il Dio stesso che la perde ogni 243 anni, ma con le carte giuste sarete in grado di portare a casa qualche vittoria. Rimanete nel contesto del manga e fate presente che i Tre Kyoto sono avversari di tutto rispetto e, mi raccomando, cercate di non sostenere tale tesi al Castello di Hades se non volete entrare in una spirale auto-distruttiva. Paradossalmente, provate a puntare le vostre argomentazioni su Aiakos, e cercate di farlo elogiando a dismisura la forza di Ikki, fuori scala già nel Meikai, tant’è che nell’Elysion farà saltare via l’elmo a Thanatos senza bisogno di sangue divino e robetta varia. Fatto questo, indietreggiate di qualche gradino e buttatela sulla pericolosità ed insidiosità di alcuni Specter della Terra: con Niobe, ad esempio, potreste raggiungere qualche traguardo, ma pure con Myu, dimostrando ancora una volta che, se presi in contropiede, i Gold possono anche essere sconfitti.
OCCHIO ALL’AUTOGOL: attenzione nell’usare Aiakos per portare acqua al vostro mulino, l’autogol infatti è dietro l’angolo. Ikki dichiarerà che per sconfiggere il Kyoto di Garuda è sufficiente essere più veloci. La conseguenza matematica è che Aiakos non si muove a velocità luce, quindi non luminale, e quindi non al livello Gold. Ed è qui che la giostra finisce.

Aeris (40 Post) Gira sul Web dall'inizio del nuovo millennio e da allora ha fatto un sacco di cose inutili. Legge tanto, tiene a mente tutto ma posta pochissimo, ecco perché non avete mai sentito parlare di lei. Dal 1990 continuano a chiederle quale sia il suo Cavaliere d'Oro preferito; quelle persone stanno ancora aspettando una risposta.

Categories: Fandom, Saint Seiya

 

4 Responses so far.

  1. Valfrin ha detto:

    esistono, fra i non goldisti, anche i “non schieramento” schierati, e so che lo sai :P

  2. Lorenzo Falabrino ha detto:

    Come ho già detto tempo addietro, commentando l’articolo sui Goldisti… Io sono SILVERISTA, e ne vado fiero! Altro che Orfeo, sono Misty, Asterion, Moses e tutti gli altri quelli che contano, non il menestrello scopiazzato dal mito originale. Poi si può dire che sia Marinista, dato che adoro Poseidone e i suoi cavalieri, in particolare Kaysa e Io… Ma soprattutto sono Specterista, e il mio personaggio preferito dell’intero universo di Saint Seiya è nientedimeno che Radamante (che tuttavia ritengo inferiore a Minosse)! Ma lo sottolineo ancora una volta: SILVERISTA, E FIERO DI ESSERLO!

  3. Chez Francine ha detto:

    Goldista tutta la vita, ma non mi ci metto proprio, in certe discussioni. Non se ne esce vivi!! =)

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