Nelle puntate precedenti:

“Ma come? I Cavalieri non finivano con la saga di Nettuno? C’è qualcosa dopo? Cosa? E quelli da dove saltano fuori? Ma sono ambientati dopo o prima? E poi cosa sarebbe Omega? Ho visto in giro disegni strani che non capisco. Ma esistono anche altri manga? Aiutami!”

Perfetto, eccomi.
Questo articolo vuole essere una sorta di guida al mondo di Saint Seiya, un elenco di tutte le opere che questo marchio, adesso, comprende. Riuscire ad orientarsi in questo universo è diventato difficile e se siete rimasti fermi agli anni 90 direi che è quasi impossibile. Se l’ultima cosa che avete visto è la Saga di Poseidon, vi consiglierei tranquillamente di fermarvi lì e bearvi di quegli splendidi ricordi. Se invece siete masochisti e volete farvi del male, ecco le istruzioni.

La storia di Saint Seiya può tranquillamente essere suddivisa in tre archi che chiameremo:
Il Mito (1985 – 2001), La Rinascita (2002 – 2011) e L’Accanimento Terapeutico (2012 – 2015? Non lo so, non credo proprio, ma ci si spera).

La Rinascita (2002 – 2011)

Nel 1990, con la fine del manga, si chiude ufficialmente la prima fase di Saint Seiya. Con l’ovvia eccezione di merchandise vario, da qui sino al 2002, non ci sarà più nulla di nuovo. Persino la Gigantomachia, che a leggerla sembra vecchia di 100 anni, arriverà solamente nel 2002. Quindi: niente film, niente manga, niente anime. Il silenzio è assoluto e poco importa che tutti amassimo la Saga di Hades scoperta grazie alla Granata Press. Saint Seiya sembrava definitivamente morto e a noi non rimaneva altro da fare che guardare i 114 a loop, sperare in un miracolo, imparare a memoria il manga e litigare su chi fosse più forte tra Shaka e Saga (okey, questo lo facciamo ancora). E poi BUM! Dalla Francia inzia a rimbalzare uno strano video che all’epoca in molti scambiarono per un trailer ufficiale. Cominciano a girare le prime notizie fake ma, ehi, noi eravamo felici lo stesso perché potevamo sognare l’impossibile e vederci a ciclo continuo il music video di Dead or Dead. Sono i primi anni di Internet e sulla rete si scatena un effetto a catena dei fan Europei e Sud-Americani che fa tremare l’intero Giappone e… niente, ecco che avvenne il miracolo: La Saga di Hades si farà. Si chiamerà Sanctuary e, tanto per cominciare, sarà composta da 13 OAV. Con la messa in onda del Sanctuary, Masami Kurumada e la Toei si accorsero di due cose: primo, che Saint Seiya non era poi così morto come pensavano; secondo, che lo zoccolo duro della old generation era pronto a ricoprire di soldi qualsiasi cosa che avesse la scritta “Saint Seiya” davanti. Da qui esplose la linea Myth Cloth e tutta una serie di progetti spin-off che… beh, ora ci arriviamo. Andiamo in ordine: uno, due, tre… via.

Saint Seiya - Sanctuary

SAINT SEIYA, HADES CHAPTER – SANCTUARY: suddiviso in 13 OAV trasmessi sul canale satellitare Sky Perfect TV tra il 2002 ed il 2003, narra la prima parte della Saga di Hades; quella relativa al Santuario e, insomma, LA PIU’ FIGA. Prodotto dalla Toei Animation, con la Bandai Visual alle spalle, è l’adattamento non proprio fedelissimo dell’ultima parte del manga di Masami Kurumada. Il Sanctuary riunisce buona parte del vecchio staff di produzione, a cominciare dai doppiatori storici, continuando con il regista Shigeyasu “RITORNO DALL’ADE” Yamauchi (responsabile del secondo e terzo film, nonché di diversi episodi della serie classica) e gli intramontabili Shingo Araki e Michi Himeno. Le musiche continuano ad essere quelle storiche di Seiji Yokoyama che, per l’occasione, utilizza parte dei componimenti fatti per il CD Drama di Hades uscito nel 1989. Il Sanctuary fa parte dei 31 OAV relativi all’Hades Chapter ufficialmente diviso in: Sanctuary, appunto (1 – 13), Meikai 1 (14 – 19), Meikai 2 (20 – 25) ed Elysion (26 – 31). Per questioni logistiche, in questo articolo ho preferito tenere il Sanctuary da parte e non includerlo assieme agli altri 18 OAV. Penso che sia abbastanza importante per avere un’idea generale del casino che arriverà a breve.
LA STORIA: è noto che i sigilli con cui Athena rinchiude le divinità siano fatti di materiale molto scadente e quello che imprigiona Hades non fa eccezione. Dopo 243 anni, il Dio della Morte pensa bene di tornare all’attacco e dichiara guerra al Santuario. Questa volta, però, vengono messi in campo i pezzi da 90 e a guidare la spedizione “Testa di Athena” troviamo tutti i Cavalieri d’Oro deceduti durante la battaglia alle Docici Case. A capitanare lo squadrone della morte abbiamo Sion, ex Grande Sacerdote e Gold Saint dell’Ariete. A noi piace comunque ricordarlo per la splendida amicizia che lo lega a Dohko (no yaoi, please).
COME LO GUARDO: il Sanctuary è stato doppiato in Italiano ed è andato in onda su Italia 1 (assieme al Meikai) tra il Settembre del 2008 ed il Marzo del 2009. Non ci sono ancora notizie su un’eventuale edizione DVD da parte della Yamatovideo. Lo so, ragazzi, li sto aspettando pure io da una vita. Non guardatemi così. Nell’attesa potete sempre lenire la vostra sofferenza guardandovi la sigla di apertura Italiana che definire brutta è farle un complimento. Però devo ammettere che sulle note di “Athena entra in scena” mi viene sempre da morire. Dal ridere. Update a Marzo 2014: una non fa in tempo a scrivere questo articolo che – qualche mese più tardi – la Yamato se ne esce con l’annuncio della pubblicazione dei DVD. Pubblicazione che comunque non è ancora avvenuta e che si è persa nel buco nero degli annunci a vuoto assieme a quella di The Slayers; ma giuro suddddio che l’hanno fatta. Cliccando il link noterete una povera disperata che chiede dei bei pack. Ovviamente non sarò mai accontentata, ma sappiate che ci ho provato.
TIME-LINE: con il Sanctuary iniziano i primi problemi con la continuity cronologica di Saint Seiya. Gli avvenimenti del Santuario sono ovviamente collocati immediatamente dopo la conclusione della saga di Poseidon e sembrano ri-agganciarsi direttamente all’anime storico. Nonostante tutto, il Sanctuary non tiene in considerazione diversi elementi dei 114 e si appoggia maggiormente al manga; gli esempi principi restano sempre Camus diretto maestro di Hyoga e/o la cecità di Shiryu. Non preoccupatevi che siamo ancora molto lontani dalla pazzia che arriverà con gli anni successivi. Rilassatevi e godetevi questi 13 OAV non pensando troppo a questi dettagli che, davvero, in mezzo a questa meraviglia non contano un cazzo.
MOMENTO AMARCORD: sarò schietta e sincera. Se non avete vissuto in diretta il Sanctuary non potrete mai capire il reale significato della parola hype. Tipo che “ho visto cose che voi umani non potreste mai immaginare”. Roba che all’epoca avevamo ancora tutti le connessioni a 56k e per vedere una puntata ci mettevamo giorni. Eppure, capitava di trovare quell’amico che metteva a disposizione la sua banda per aiutare te e tutti quei poveri sfigati che non avevano una linea ADSL. I siti di fansubs si contavano sulle dita di una mano e stavamo tutti sulle chat mIRC per dare consiglio ai traduttori affinché si spicciassero. Non ci fregava neppure tanto dei subs, in fin dei conti. Tanto li guardavamo senza, forti di un manga che sapevamo a memoria. Saghisti e Shakisti erano amici, si aiutavano e vivevano l’attesa degli OAV 9 e 10 come FOSSERO LA COSA PIU’ IMPORTANTE DEL MONDO. Eravamo felici, solidali ed uniti da qualcosa che metteva per la prima volta tutti d’accordo: la voglia di vedere realizzato un sogno cullato da circa 10 anni. Poi finiva sempre e comunque che si andava a litigare sul doppiaggio ma, ehi, i vecchi vizi sono duri a morire. In definitiva, è stato il periodo migliore che ho potuto vivere relativo a Saint Seiya; sicuramente il migliore sulla rete e secondo solamente alla scoperta dei Cavalieri su Odeon Tv. Vorrei tanto riuscire a comunicarvi anche un decimo dell’atmosfera che si respirava in quel periodo, ma sarebbe inutile. Se l’avete vissuta, complimenti. Siete degli eletti.
NOTE: il Sanctuary è universalmente riconosciuto come il punto più alto del manga; va da sè che la trasposizione anime poteva solamente avvicinarsi al capolavoro. Corale, maestoso, solenne e malinconico. Yamauchi prende il manga, lo distrugge e lo ricostruisce soffermandosi sui sentimenti ancor prima che sull’azione. Il risultato sono sequenze memorabili come la morte di Athena che da sola basta e avanza per porre il Sanctuary su un piedistallo dal quale non scenderà mai. In nostro aiuto giungono anche le musiche Wagneriane di Asgard di cui Yokoyama fa davvero un uso spropositato. E fa bene. Se vi azzardate a darmi della nostalgica vi spezzo le gambe. Questa non è nostalgia; questa è semplice bellezza.

Saint Seiya - Tenkai Hen Overture

SAINT SEIYA, V FILM – TENKAI HEN OVERTURE: annunciato in pompa magna con squilli di tromba e battute di gran cassa, il Tenkai esce nei cinema Giapponesi il 14 Febbraio 2004. Primo film di una trilogia che sarebbe rimasta incompiuta, il progetto entrò in produzione con il benestare dello stesso Kurumada che per l’occasione fece una manciata di tavole illustrative come preludio al film. Costato un occhio della testa, l’obiettivo era chiaro: saga dei cieli. Forte del successo del Sanctuary, alla regia torna ancora una volta Yamauchi che, pensando al giorno di San Valentino come data del rilascio nelle sale, si diverte a far pomiciare Seiya e Saori sullo schermo infrangendo il cuore di tutte le shipper Seiya/Shaina. Seiji Yokoyama viene risvegliato dal letargo e per la prima volta, dopo quasi 20 anni, è costretto a comporre qualcosa di nuovo. Il risultato è talmente incredibile che proprio non puoi fare a meno di domandarti come diavolo abbia fatto a dare vita a certi temi dopo così tanto tempo lontano da Saint Seiya. No, seriamente, ascoltatelo. Tornano anche Shingo Araki e Michi Himeno che, pur senza saperlo, regaleranno ai fan i migliori disegni degli ultimi 10 anni. Purtroppo.
LA STORIA: dopo la battaglia contro Hades, Seiya è ridotto in coma e Saori se ne prende amorevolmente cura (come non ve lo dico, ci starebbe un articolo a parte).  Nel frattempo, gli Dei sono sostanzialmente molto incazzati con i Cavalieri di Athena perché secondo loro è inammissibile che degli umani possano oltraggiare delle divinità (io lo chiamo rosiko). Artemide manda quindi i suoi Angeli ad uccidere Seiya che, completamente indifeso, viene salvato da Saori. Athena, quindi, fa un patto con Artemide: i suoi poteri ed il controllo della Terra in cambio della vita dei suoi Cavalieri.
COME LO GUARDO: trasmesso su Hiro, il Tenkai è stato doppiato in Italiano assieme al Sanctuary ed il Meikai. Al momento non si ha nessuna notizia sul DVD ma è stato annunciato qualche giorno fa che a Gennaio 2014 l’Overture sbarcherà nei cinema Italiani della catena The Space. Fatemi un favore ed andate. Poco importa che il film vi sia piaciuto o meno: fatelo solamente per il gusto di poter ammirare questi straordinari disegni su uno schermone gigante; nonché per poter sentire le musiche di Yokoyama dritte nel cervello. Update a Marzo 2015: ma voi l’avete visto al cinema, il Tenkai? No, perché io sono ancora qui che lo sto aspettando assieme alla leggendaria edizione in DVD e Bluray. Dall’annuncio abbiamo fatto in tempo a finire Omega, vedere Legend of Sanctuary, tutto il Lost Canvas in streaming e terminare i Myth EX. Nel frattempo la Miuchi si è presa un’altra delle sue pause leggendarie e pure il manga di Sadamoto è riuscito a dare il suo addio al mondo. Manca solo che le CLAMP annuncino l’epilogo di X/1999 o Hagiwara trovi un finale per Bastard!!. Sospetto che nell’attesa siano morte anche delle persone.
TIME-LINE: questa è facile. Il Tenkai è stato disconosciuto da Kurumada e quindi, a meno di una miracolosa prosecuzione, non esiste. Il motivo di tale gesto è sostanzialmente molto semplice: il flop al botteghino. Kurumada è davvero bravissimo a prendersi gli onori ed i meriti quando le cose vanno bene; ma dimostra ancora più talento nel fare lo scarica-barile quando vanno male, perché state tranquilli che se il film avesse avuto successo avrebbe rilasciato solamente dichiarazioni entusiate. Sulle conseguenze del Tenkai potrei scriverci un articolo a parte, e forse un giorno lo farò, nel frattempo vi basti sapere l’unica cosa che conta: al suo posto abbiamo il Next Dimension.
MOMENTO AMARCORD: quando il Tenkai venne annunciato ufficialmente, io mi trovato sulla chat mIRC di SaintSeiya.it. Ricordo molto bene quel momento, e riesco a farlo perché non potrò mai scordare quella spiacevolissima sensazione che mi attraversò il corpo. Lo giuro. Io ero ancora tutta presa dalla bellezza del Sanctuary e cercavo in tutti i modi di non pensare che da lì a qualche mese avrei potuto vedere il Muro del Pianto. Mi sforzavo e mi preparavo psicologicamente ad un momento che mai avrei voluto vedere. E poi, nulla: annunciano il Tenkai. Ancora adesso non riesco a capire il perché di questo film. E ancora meno riesco a capire il perché di così tanta gente felice della notizia all’epoca. Lo dico chiaro: il Tenkai è stato il MALE. E non per la trama, le idee o lo scorrerre lento degli eventi. No, il Tenkai è stato un flop perché è uscito in un momento sbagliatissimo, in un momento in cui contava solamente la conclusione della Saga di Hades. Kurumada ha voglia a lamentarsi delle sue idee inutilizzate per giustificare l’insuccesso del film; io le ho lette queste idee e non sarebbe cambiato davvero nulla in termini di gradimento. State tranquilli che se il Tenkai fosse uscito dopo l’Hades Chapter sarebbe stato un successone.
NOTE: non ho mai amato particolarmente il Tenkai. Ancora oggi lo reputo una straordinaria occasione sprecata, costellata da idee meravigliose alternate a momenti di noia profonda. Paradossalmente, penso comunque che sia un progetto che meritava di essere concluso; dopotutto condannarlo senza dargli nemmeno la possibilità di decollare mi è sempre sembrato abbastanza scorretto. Dieci anni fa non lo avrei mai detto, ma adesso – e con tutto quello che c’è stato nel mezzo – sento che è giunto il momento: lo rimpiango. Rimpiango davvero tantissimo che non sia andato avanti.

Saint Seiya - Meikai & Elysion

SAINT SEIYA, HADES CHAPTER – MEIKAI & ELYSION: o anche la fiera dell’immobilità eterna. Trasmessi tra il 2005 ed il 2008, sono i 18 OAV che concludono la Saga di Hades. Suddivisi in 3 blocchi da 6, sono conosciuti come Meikai 1 (14 – 19), Meikai 2 (20 – 25) ed Elysion (26 – 31). Quando ho detto che il Tenkai è stato il male, mi riferivo sostanzialmente all’effetto domino che ha avuto su Saint Seiya e, in particolare, sull’Hades Chapter. Come diretta conseguenza del fallimento al botteghino, Kurumada pensò bene di silurare dal progetto Meikai/Elysion il regista Yamauchi, sostituendolo con Tomoharu Katsumata, responsabile di una manciata di episodi della serie classica (su tutti: “Addio ad un amico”). Assieme a Yamauchi, prese il ben-servito anche buona parte dello staff che aveva lavorato al Sanctuary, doppiatori compresi. Non sto qui a dirvi il casino che scoppiò quando i fan Giapponesi vennero a sapere che Toru Furuya sarebbe stato sostituito. Davanti a questa traggggggedia, la Bandai decise di chiudere il rubinetto e di non investire nella produzione degli OAV mancanti. Al suo posto arriva la Avex Mode. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Restano solamente gli inaffondabili Shingo Araki e Michi Himeno che però, tra scarsezza di fondi ed il fiato di Kurumada sul collo, non riescono a fare il miracolo. E Dio solo sa quanto mi sta sul cazzo pensare che l’Elysion sia stato l’ultimo lavoro di Araki su Saint Seiya. Non è giusto.
LA STORIA: Seiya & comp. si recano nel Regno degli Inferi con l’obiettivo di portare l’Armatura Divina ad Athena. Peccato solamente che Saori si diverta tantissimo a giocare a nascondino insieme a Shaka.
COME LO GUARDO: i 12 OAV del Meikai sono stati doppiati e trasmessi su Italia 1 assieme al Sanctuary. E’ stato doppiato anche l’Elysion ma purtroppo questo non ha ancora goduto di alcuna trasmissione televisiva. Sappiamo comunque che esiste in quanto i 6 OAV sono stati proiettati al Roma Fiction Fest. Update a Ottobre 2014: sembrava impossibile, ma pure l’Elysion è stato trasmesso in televisione dopo che questo articolo ha visto la luce. A questo punto ditelo che volete rendermi la vita difficile. In ogni caso, i Campi Elisi hanno avuto la loro programmazione su Italia 2 dopo le repliche del Meikai a partire da Ottobre 2014. I DVD, nonostante l’annuncio, li stiamo ancora aspettando insieme a quelli del Sanctuary. Ma a dirla tutta, potete fare solo quelli. Del Sanctuary, intendo.
TIME-LINE: Meikai ed Elysion seguono fedelmente il manga; e quando dico “fedelmente” intendo che fanno proprio il copia/incolla; tanto che sono abbastanza sicura del fatto che tutti i gruppi di fansubs si siano limitati a trascrivere direttamente i balloon senza fare alcuna traduzione. Concepiti come i diretti discendenti del Sanctuary – e quindi dell’anime classico – dimostrano di non possedere un minimo di memoria storica e, facendo fede unicamente al manga, assistiamo a numerosi “errori” (voluti, probabilmente) di continuity cronologica. Non solo rispetto ai 114 episodi; ma anche in riferimento allo stesso Sanctuary che già di suo aveva cambiato tantissime cose rispetto alla versione cartacea. Gli esempi sono molteplici, ma mi piace sempre ricordare Basilisk che in punto di morte ricorda gli avvenimenti accaduti al Castello di Hades quando in realtà, nel Sanctuary, quella scena non esiste in quanto presente solo nel manga. Yeah.
MOMENTO AMARCORD: non ho ricordi piacevoli collegati al Meikai e, ancor meno, all’Elysion. Non ne ho nemmeno uno. Ma ricordo molto bene la speranza che svaniva man mano che gli episodi andavano avanti. Ricordo che dopo il Muro del Pianto non ho parlato per tipo un mese. Ricordo che all’epoca avevo fatto violenza su me stessa per difendere questa produzione; perché qualcosa che aveva come protagonisti i Cavalieri d’Oro non poteva essere brutta. Ma ricordo anche le risate, tantissime risate su disegni che definire osceni sarebbe riduttivo. Ricordo le mie sghignazzate sulla morte di Hades che sembrava cancellarsi con la gomma di Photoshop… e ricordo chiaramente che ad un certo punto pensai che tanto valeva riderci sopra, perché una tale produzione non meritava certo le mie lacrime.
NOTE: gli OAV del Meikai e dell’Elysion sono la prova inconfutabile che se si vuole fare un anime del manga classico bisogna rimboccarsi le maniche e distruggerlo; perché a fare il copia/incolla viene quello che abbiamo visto. Lo avevamo già visto nei 114 grazie a Poseidon dove si ripiegava maggiormente sulle tempistiche del manga accelerando la narrazione; ma la Saga dei Mari manteva comunque una sua regia e una supervisione artistica non indifferente che riusciva in qualche modo a far digerire gli avvenimenti; nel Meikai tutto questo non esiste. Sì, perché il problema di questi OAV non è solamente quello dei disegni o dell’animazione. Il problema sta anche nella regia e nella sua insana voglia di portare sullo schermo quella del manga, tale e quale, con le tempistiche Kurumadiane che, beh dai, dire accellerate sarebbe poco. Detto questo, al Meikai voglio comunque molto bene perché sono arrivata al punto di sfotterlo e di ridere di lui. Ho in mente tante cose a riguardo e state tranquilli che un articolo sui suoi orrori non ve lo risparmierà nessuno.

Saint Seiya - Episode G

SAINT SEIYA, EPISODE G: nel Dicembre del 2002, parallelamente alla prima trasmissione del Sanctuary, inizia la serializzazione del primo manga spin-off dedicato al Saintverse. Edito dalla Akita Shoten, sulla rivista Champion Red, Episode Aiolia G è arrivato alla fine della sua corsa proprio nell’Estate di quest’anno dopo una pubblicazione travagliatissima che potrebbe tranquillamente competere con quella di X/1999 delle CLAMP (no, okey, non così tanto). Disegnato e sceneggiato da Megumu Okada, Episode G(old) (chiamato anche “G”) è composto da 20 tankobon ai quali va aggiunto lo speciale Volume 0.
LA STORIA: ambientato circa 7 anni prima degli eventi del manga classico, Episode G mette i Cavalieri d’Oro STORICI al centro dell’azione per farli scontrare con i Dodici Titani capitanati da Crono. FUCK, YEAH! Okey, ho mentito. Sarebbe più corretto dire che Episode G mette Aiolia al centro dell’azione. Gli altri Gold fanno da ragazze pon-pon.
COME LO LEGGO: il G è sbarcato in Italia nel 2004 nel formato sottiletta della Planet Manga e si compone di un totale di 40 numeri (corrispondenti ai 20 originali). Dopo un’odissea lunga millenni è stato stampato in Italia anche il Volume 0 che gode direttamente di un’edizione simile all’originale.
TIME-LINE: okey, è ancora facile. La storia è ambientata 6 anni dopo la morte di Aiolos e, quindi, circa 7 anni prima della Galaxian Wars, l’evento con cui inizia il manga storico. Siamo quindi nel bel mezzo del pieno potere di Saga come Grande Sacerdote ed i Cavalieri d’Oro hanno un età media che va dai 13 ai 16 anni. In poche parole, hanno grosso-modo la stessa età dei Bronze nel manga originale. Ditemi voi se con queste premesse non poteva essere una figata giga-galattica se non, addirittura, il manga definitivo?!
NOTE: non è un segreto per nessuno che Episode G sia il mio progetto spin-off preferito… ed è tale perché non c’è proprio un cazzo da fare: i Dodici Originali sono i Dodici Originali. Una cosa che ho sempre rimpianto del manga classico, e che invece ho avuto grazie ai 114 ed al Sanctuary, è la poca attenzione sugli sguardi, sui gesti o anche, semplicemente, su quel quid che ti permette di conoscere meglio il personaggio. Ho sempre desiderato avere una storia che ruotasse unicamente attorno ai Cavalieri d’Oro; ed Okada, pur con tutti i suoi dialoghi ridondanti ed il suo stile di disegno davvero duro da digerire, si è avvicinato all’obiettivo più di chiunque altro. Fino a metà della sua pubblicazione, il G stava sfiorando il capolavoro, tanto che i capitoli di Saga contro Crono potrebbero tranquillamente essere annoverati tra i momenti migliori degli ultimi 10 anni. E poi, niente: tra dissidi editoriali, serializzazione irregolare, disegni imbarazzanti ed un Aiolia che davvero non si decideva a levarsi dai coglioni, il crollo definitivo. Rimpiango tantissimo che il G abbia fatto la fine che ha fatto; poteva davvero essere qualcosa di assurdamente meraviglioso se teniamo in considerazione che i Titani, molto probabilmente, sono gli unici Villain davvero degni di essere considerati come tali.

Saint Seiya - Next Dimension

SAINT SEIYA, NEXT DIMENSION – IL MITO DI HADES: edito sempre dalla Akita Shoten e serializzato quando cazzo pare a cadenza irregolare sulla rivista Weekly Shonen Champion, il Next Dimension – abbreviato dal fandom in “ND” – è il sequel del manga storico, nonché l’unico progetto scritto e disegnato da Masami Kurumada in persona. La sua pubblicazione è cominciata nell’Aprile dell 2006 e al momento si compone di oltre 7 tankobon.
LA STORIA: **si contorce ed inizia a fare versi strani** **balbetta e cerca un modo di formurale frasi di senso compiuto** Per salvare la vita ad un Seiya in stato vegetativo su cui grava la maledizione di Hades, Athena e Shun intraprendono un viaggio nel passato con l’obiettivo di distruggere la spada del Dio della Morte, responsabile del countdown a caratteri cubitali che fluttua sulla vita del Saint di Pegasus. Fidatevi, per ora fatevi bastare questo.
COME LO LEGGO: in Italia il manga è edito dalla J-Pop che ha cominciato la pubblicazione nel 2010. L’edizione è interamente a colori, del tutto simile all’originale Giapponese, e gode anche di una Variant “Black” Edition.
TIME-LINE: a Saint Seiya mancavano solo due cose: i viaggi nel tempo e i viaggi nel tempo scritti da Kurumada, l’uomo che è riuscito a cambiare il maestro di Hyoga da Milo a Camus nel giro di una settimana. Tra l’altro io sono un incredibile appassionata di questo tema narrativo; quindi figuratevi quanto mi scoppia la testa ogni volta che leggo un capitolo nuovo. Anyway… La narrazione del Next Dimension viaggia su due linee temporali: quella del presente, nel XX secolo, dopo la sconfitta di Hades e quindi successiva alla conclusione del manga classico;  e quella del passato, nel XVIII secolo, all’epoca della precedente Guerra Sacra. Presente e passato si intrecciano dando vita a paradossi alla narrazione e presentando una vagonata di personaggi nuovi, ideati da Kurumada, che cozzano completamente con quelli presentati nel Lost Canvas, l’altro prequel ufficiale incentrato sempre sulla Guerra Sacra del 1700 (poi ci arriviamo). I fan l’hanno presa bene; eccovi una diapositiva  esplicativa.

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NOTE: ho sempre pensato che un mangaka con il tempo migliorasse e che sviluppasse maggiormente le sue doti artistiche e di story teller, ma a quanto pare Kurumada va al contrario. Quest’uomo a me fa incazzare a morte; un po’ perché ha sempre dato prova di non aver un minimo di memoria storica, un po’ perché in passato ha dimostrato di saper fare molto bene; solo che lo fa quando cazzo ne ha voglia. E’ evidente, guardando il manga classico, che Kurumada raggiunge la sua massima maturità artistica con il Sanctuary dove, per la prima volta, gli scontri sono strutturati con le giuste tempistiche, dando spazio anche a momenti emotivamente forti (Shaka? Chi ha detto Shaka?). Il problema del Next Dimension è che ignora totalmente la maturazione che Kurumada era riuscito ad ottenere durante il Sanctuary, portandoci, in un certo senso, al Kurumada delle origini. Per intenderci, quello delle Saint Card, della Fake di Sagitter, di Aldebaran cosplayer di una tartaruga, dei 100 figli e delle Armature che sembrano scafandri. Ossia il Kurumada che l’anime ha pensato bene di risparmiarci, e quello che tutti comunque saltiamo quando facciamo il re-watch. In ultimo, il Next Dimension è il motivo principale per cui ho imparato a infischiarmene della continuity. Se Kurumada è il primo a non farsi problemi a riguardo, non vedo perché dovrei farmene io. Siamo ai livelli Marvel, forza!

Saint Seiya - The Lost Canvas

SAINT SEIYA, THE LOST CANVAS – IL MITO DI HADES: pensato originariamente per essere parallelo al Next Dimension, il Lost Canvas è l’ultimo progetto cartaceo a partire ed il primo a concludersi. Pubblicato sempre dalla Akita Shoten e serializzato su Shonen Champion, il Canvas prende il via nell’Agosto del 2006 per concludersi a Maggio del 2011 dopo 5 anni di serializzazione settimanale. Scritto e sceneggiato da Shiori Teshirogi, e con la supervisione di Kurumada solo di nome, si compone di 25 tankobon.
ADATTAMENTO ANIME: al momento, il Canvas è l’unico dei tre manga storici spin-off ad avere avuto una trasposizione animata. Prodotto dalla TMS, l’adattamento si compone di 26 OAV (13 per stagione) usciti direttamente su piattaforma DVD e Bluray tra il 2009 ed il 2011 che arrivano a coprire i primi 11 tankobon originali. La serie al momento è sospesa e non si hanno notizie su un’eventuale terza stagione. La Yamatovideo ha annunciato da poche settimane che si occuperà della serie facendola sbarcare in Italia. E qui un bel CAZZO FATEMI I DVD DEL SANCTUARY IN CAPS ci sta tutto. Update a Maggio 2014: la cosa divertente è che in effetti la serie è sbarcata in Italia, solo che l’ha fatto in streaming, sul canale Youtube della Yamatovideo. Sottotitolata. Sul doppiaggio e le edizioni DVD e Bluray non si hanno ancora notizie. Update a Dicembre 2014: e alla fine salta fuori che il Lost Canvas sarà trasmesso al cinema. Doppiato, si spera, in previsione dell’uscita DVD e Bluray. Modi e tempi chiaramente non si sanno, ma sospetto che dopo questo update li daranno solo per farmi un dispetto.
LA STORIA: il Canvas narra la Guerra contro Hades del 1700, quella che il Dio perde per contratto a cadenza regolare ogni 243 anni. Così tanta fedeltà alla sconfitta è ammirevole.
COME LO LEGGO: l’edizione Italiana è stata curata dalla Planet Manga e pubblicata in 50 volumetti nel leggendario formato sottiletta tra il 2008 ed il 2012.
TIME-LINE: tecnicamente, la localizzazione tempolare del Lost Canvas è davvero semplice, forse la più semplice. Ambientato nel 1700, è un normalissimo prequel che ci vuole narrare la Guerra Sacra precedente a quella del manga classico. Di conseguenza, i Dohko e Sion che vediamo nella storia della Teshirogi sono i Dohko e Sion del manga storico. Fin qui non ci sarebbe nessun problema se non fosse che anche il Next Dimension doveva narrare parte di questa storia e beh, lo fa. Solo che lo fa non tenendo in considerazione nulla del Canvas se non alcuni personaggi, e solo di nome.
NOTE: in un’intervista tenuta al Cartoonist di Nizza del 2013 (io c’ero; ma per Shingo Araki e Masami “Hokuto no Ken” Suda YEAH!), la Teshirogi ha tranquillamente dichiarato che Kurumada le aveva tracciato una sorta di bozza con eventi che avrebbe dovuto inserire nel Lost Canvas. Fatto questo, quel genio di Kurumada le ha tranquillamente detto, parafrasando: “Ora fa un po’ quel cazzo che vuoi”. Signori, è a questo che mi riferisco! Perché mai dovrei stare a rimuginare su una cosa sciocca come la continuity se Kurumada è il primo a dimostrare un totale assenteismo sulla supervisione del suo universo?! Fate i bravi e piantatela di farvi le guerre su quale opera sia in continuity e quale no. Ogni autore qui ha voluto fare qualcosa di diverso con il suo stile, e tutto fa parte del Saintverse. Che poi si possa preferire un autore piuttosto che un altro è normale; come è naturale dare la precedenza al creatore dell’opera per una questione di stile e coerenza (AHAHAH) con la storia originale, ma sono chiacchere che alla fine lasciano il tempo che trovano. Poi chissà, magari Kurumada tirerà fuori dal cilindro qualche genialata e riuscirà a sistemare tutto; fino a quel momento godetevi le varie opere spin-off cercando di esaminarle all’interno del loro stesso contesto. Dico sul serio, altrimenti non ne uscirete vivi e con tutte le rotelle ancora intatte. Detto questo, a me il Lost Canvas è sostanzialmente indifferente, del tipo che proprio è come se non lo avessi mai letto (che forse è anche peggio);  e so che non ve lo aspettavate da come ho parlato male di Kurumada.

E con questo si chiude La Rinascita e no, la Gigantomachia non ve la inserisco qui in mezzo. Andate su Wikipedia se ci tenete a sapere di cosa si tratta; ma tenete in considerazione che anche i fan stessi si scordano spesso della sua esistenza.
La terza parte, L’Accanimento Terapeutico, arriverà non appena sarò riuscita a mettermi in pari con altri progetti. L’ultima volta ho detto “a breve” ed ho fatto passare un mese. Questa volta vi risparmio i riferimenti temporali, così siamo tutti più felici e io non rischio di trovarmi la casella di posta piena di solleciti che manco una bolletta. Scherzo, mi fa piacere. X’D

Aeris (40 Post) Gira sul Web dall'inizio del nuovo millennio e da allora ha fatto un sacco di cose inutili. Legge tanto, tiene a mente tutto ma posta pochissimo, ecco perché non avete mai sentito parlare di lei. Dal 1990 continuano a chiederle quale sia il suo Cavaliere d'Oro preferito; quelle persone stanno ancora aspettando una risposta.

 

10 Responses so far.

  1. Sirio89 ha detto:

    Come sempre un articolo eccellente. Nonostante il “wall of text” si legge che è una meraviglia grazie allo stile scorrevole e mai pesante.
    Devo dire che la penso come te sulle serie spin-off, nel senso che è giusto inquadrarle nel loro “ambiente” e periodo temporale e basta, senza farsi troppi pipponi sulla loro collocazione in relazione alla serie regolare (?). D’altronde, le voragini logico/temporali della serie regolare stessa riescono ad inghiottire senza problemi qualsiasi altro orrore presente altrove, quindi tanto vale…
    Per quanto riguarda Episode G, all’inizio (fino a metà della lettura circa) ero su di giri al pensiero di vedere i Gold in azione, pensando che il ruolo di ogni Saint rimasto fino a quel momento un po’ in disparte sarebbe stato approfondito al momento della battaglia finale… e invece CHE DELUSIONE! Una delusione talmente tanto… deludente che mi ha fatto letteralmente odiare Episode G. Una serie che ripudio, considerata come la più grossa occasione mancata di sempre!
    Adesso non vedo l’ora di leggere la terza parte (e già posso immaginare i commenti sull’orrore degli orrori Omega), ma soprattutto spero nell’articolo sul Meikai/Elysion XD

    • Aeris ha detto:

      Eh, sul G ti quoto, anche se io a ripudiarlo ancora non ci sono arrivata. Nel senso che voglio aspettare la pubblicazione Italiana degli ultimi due albi per poi leggermelo tutto d’un fiato. Pause di questa lunghezza ammazzano una storia; e molto spesso può capitare che con la lettura tutta in un colpo la storia assuma un aspetto diverso. Poi chiaramente i problemi al G rimangono, primo fra tutti l’Aiolia-centrismo, ma magari chissà; può risultare più gradevole. Poi vabbeh, fino a metà è un capolavoro e questo non glielo leva nessuno. <3

      Quando arriverò al Meikai/Elysion si riderà. Oh, se si riderà. X'D

  2. Aldebaran79 ha detto:

    CLAP CLAP CLAP. Bellisimo articolo, come sempre d’altronde. Ironia, analisi logica, commenti personali e informazioni utili. Concordo su quasi tutto, tranne il LC che devo ancora finire di leggere, ma che mi ha emozionato come l’opera che ho sempre sperato potesse essere, seppur con i propri difetti anch’essa. Il G lo odio a livelli viscerali, quasi a quelli di Man of Steel, perchè poteva essere un capolavoro assoluto che ci avrebbe donato la storia tanto agognata sui Gold e invece si è ridotta davvero a una parodia con i Gold ragazze pon pon di Aiolia. Il ND, così come 3 film dei primi quattro, non esiste. È troppo ridicolo per essere vero. Il Tenkai invece per il solo fatto di essere stato misconosciuto da Kurumada, ha il mio amore incondizionato. Ok, anche perchè mostra Shun e Ikki combattere fianco a fianco, lo ammetto. Per quanto riguarda la Saga di Hades anime, beh per quanto mi riguarda hanno trasmesso il Sanctuary, il resto sono solo le copie scanner a colori. Copie scanner a colori del manga finite per caso in tv. Ma dai, sono riusciti a fare casino persino coi videogiochi!

  3. Valfrin ha detto:

    come già detto altrove, bell’articolo, ma si capisce subito che la parte storica ha infiammato di più l’anima del redattore rispetto a questa, che risulta un po’ freddina (seppur ottima) se paragonata

    • Aeris ha detto:

      Ahahahahah! Vero. X’D
      Perché i 114 sono sempre i 114. Sempre e comunque. Ad ogni modo, anche questa parte sul Sanctuary dovrebbe far capire il mio amore per quella parte. *_*

  4. Aldebaran79 ha detto:

    Ritengo che il tuo accenno al piedistallo da cui il Sanctuary non scenderà mai sia di per sé autoesplicativo in merito.. asd

  5. Valfrin ha detto:

    ecco, forse l’unico appunto potrei farlo sulla decisione di non scorporare LC manga da LC che d’accordo sono praticamente similari, data la regia quasi da anime delle tavole del manga, ma l’anime presentava comunque differenze sia a livello di sottotrame che per via del mezzo usato, rispetto al manga

    • Aeris ha detto:

      Volevo scorporarlo, ci ho pensato a lungo. Ma alla fine ho voluto fare un accenno veloce per una questione logistica. L’articolo si sarebbe allungato ulteriormente e, buon dio, in questa sede non mi sembrava il caso dato che è una sorta di tutorial più che un parere relativo alle opere.
      Comunque sono tutte cose in progetto. Dio, quante ne ho. lolle

  6. Aldebaran79 ha detto:

    Si, il Sanctuary è qualcosa di meraviglioso per musiche atmosfera e animazione.. Alcuni momenti come la morte di Shaka sono poesia pura.. Per non parlare della sfida riabilitativa fra Kanon e Milo, mamma mia mi torna la pelle d’oca

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